Approfondimenti: Cartoline da Kiev

Per 5 settimane su Radio bullets andrà in onda “Cartoline da Kiev”, un programma curato da Cecilia Ferrara nell’ambito del progetto “Beyond conflict stories” coordinato da Eurozine e supportato da Open Society Initiative for Europe (OSIFE) che prevede uno scambio tra testate giornalistiche alternative di Ucraina e 5 paesi europei Germania, Spagna Italia, Francia e Grecia.
Per ascoltare la rubrica
www.radiobullets.com

Allora, se penso ad Ucraina la prima cosa che mi viene in mente è “Ogni cosa è illuminata” di Jonathan Safran Foer, il viaggio di Jonathan alla ricerca delle sue origini nel villaggio del nonno in Ucraina, uno shteti un villaggio abitato prevalentemente da ebrei, raso al suolo dai nazisti. La storia ripercorre le vicende storico/familiari ma è la relazione del giovane ebreo newyorkese con la sconclusionata famiglia ucraina che lo accompagnerà nel viaggio, Alex, il nonno e il cane Sammy Davis Junior Junior.

St Sophia’s Cathedral, Kyiv. Photo: Ben Adlard. Source: Flickr

La seconda cosa che mi viene in mente è quel piccolo capolavoro che è “Breve Storia dei trattori in lingua Ucraina” dell’inglese-ucraina Marina Lewycka che da una parte racconta la paradossale storia del padre 84 enne che vuole sposare Valentina, 36 anni appena arrivata dall’Ucraina e della lotta delle figlie per impedire il matrimonio. Dall’altra il padre nello scrivere la storia dei trattori racconta la storia familiare di un ingegnere ucraino ai tempi di Stalin, delle purghe e della fame.

Probabilmente questi due libri non mi serviranno a nulla per il mio viaggio e per capire Kiev e l’Ucraina oggi ma almeno mi ben dispongono. Chi riesce a mettere insieme comicità e storia ha tutta la mia ammirazione.

Invece oggi sentiamo parlare dell’Ucraina senza alcuna leggerezza e con molto poco spessore storico. Nell’est del paese si sta consumando una guerra di trincea e di bombardamenti che ha lasciato e continua a lasciare sul terreno migliaia di vittime, mentre la rivoluzione popolare e progressista di Maidan è stata presso soffocata dagli spari dei cecchini in piazza e dall’arrivo di gruppi di destra estrema come Pravi Sector e la Crimea ha deciso, più o meno autonomamente, di staccarsi da Kiev e di annettersi alla Russia. Sconvolgimenti velocissimi e epocali che si stanno consumando nella disattenzione dell’Europa che preferisce non parlarne e lasciare la patata bollente agli USA. D’altrone la regione – e l’occidente di risulta – è bombardata da due macchine della propaganda ugualmente potenti e di segno opposto: quella filo-russa di Putin e quella filo-Ucraina e filo americana del governo di Poroshenko e dei suoi amici miliardari. In pratica da una parte si dipingono i russi oppressi dagli ucraini e dall’altra gli ucraini minacciati da mosca. Da una parte un autocrate, dall’altra parte degli oligarchi. Nel mezzo i cittadini vittime e strumento.

Radio Bullets nelle prossime settimane proverà a raccontarvi proprio questo, la resistenza civile dei cittadini che continuano nonostante tutto a creare, lavorare, ballare, recitare, aiutare i più deboli e provare a costruire una Ucraina più aperta e sostenibile. Grazie al programma di scambio giornalistico coordinato dalla rivista on line Eurozine.com supportata dall’Open Society Initiative for Europe che promuove contatti tra media indipendenti ucraini e testate alternative di Germania, Francia, Spagna, Italia e Grecia,

Io intanto mi preparo. Passaporto (passaporto controllato ossessivamente) soldi, telecamera, registratore e spuntini. Oggi parto e mi aspettano 36 ore di viaggio in pullman. Eh sì perché una delle storie che voglio seguire è quella delle badanti, migliaia di donne che a partire dal 2000 sono venute a lavorare in italia, prevalentemente nelle nostre famiglie e che ogni giovedì e ogni sabato (da Firenze, da Roma, da Bologna, da Milano) prendono il pulmann per tornare a casa da quelle famiglie di origine che sono sempre più estranee, dai figli che prendono i soldi per l’Università ma che ce l’hanno con te perché li hai abbandonati quando avevano 8, 10 anni e quel marito che spesso si è risposato, ma ancora chiede i soldi.

E questo è solo l’inizio delle Cartoline da Kiev spero anch’io di trovare una famiglia Ucraina e un cane di Sammy Davis Junior Junior che mi guidi.

Cartoline da Kiev #1

Cartoline da Kiev #2

Cartoline da Kiev #3

Cartoline da Kiev #4: Maidan e la libertá di stampa

Published 31 August 2016
Original in Italian
First published by Radio Bullets

© Cecilia Ferrara / Eurozine

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