Editoriale di Lettera Internazionale 100 (2009)
Cari amici e cari lettori,
siamo arrivati al n. 100, cifra tonda a cui corrisponde quella del nostro 25° anno di vita. Una ricorrenza che festeggiamo ringraziando prima di tutto il nostro fondatore, Antonin Liehm, la cui grande lungimiranza ha fatto sì che, nel 1984, il primo grande progetto culturale europeo prendesse il via contemporaneamente in Francia e in Italia. Qui da noi fu Federico Coen a condividere con Liehm la sfida di "abbattere i provincialismi delle culture nazionali europee", a credere nel progetto di una rivista sopranazionale, ad attivare una rete di contatti con i massimi esponenti mondiali dell'intellighenzia di allora. Un merito indiscusso e dagli effetti duraturi, se la nostra rivista è oggi ancora attiva nel panorama delle pubblicazioni culturali italiane e può contare sulle varie edizioni straniere.
Ironia della sorte, ci troviamo a celebrare il nostro anniversario proprio all'indomani delle elezioni europee, i cui risultati ci dicono che ancora molto deve essere fatto per consolidare quella coscienza europea a cui anche noi, nel nostro piccolo, lavoriamo da tanti anni. E invece in Europa il mai sopito vento nazionalistico soffia potente. Ed è un vento che disunisce, che rende miopi, individualisti e impotenti.
Un vento pericoloso che sembra alimentare la frattura comunicativa tra noi e gli altri; tra l'intellettuale, il potere e la gente; tra l'artista e la sua militanza politica, sociale, "umanitaria", e che spinge a privilegiare i "media che non mediano" e a creare quel personaggio di plastica protagonista di realtà artificiali costruite per impedire qualsiasi presa di coscienza, come ci spiegano Franco Ferrarotti, Dario Fo e gli altri autori del dossier l'Homo Mediaticus, dimenticando l'insegnamento fondamentale del teatro e dei suoi grandi innovatori, descritto nei testi del dossier Il teatro, il pubblico, il potere, di "prestare ascolto alle istanze del pubblico", e ignorando la funzione primaria della satira nel risvegliare le coscienze assopite e nel denunciare il potere che sta ormai infrangendo qualsiasi limite. Il numero si chiude con il ricco dossier sulla Musica, linguaggio, tradizione, possibile antidoto alla deriva dilagante.
Buona lettura a tutti.
La Redazione
Published 2009-07-03
Original in Italian
© Lettera internazionale












